Roberto Viola

Fotovoltaico Condominiale: One To Many per gli addetti ai lavori [work in progress…]

Alzi la mano chi non vorrebbe spendere meno di energie elettrica?
Alzi la mano chi non vorrebbe spendere meno di energie elettrica e abita in un condominio?

Bene, vedo un sacco di bracci alzati laggiù nel loggione.

Da qualche mese sto iniziando a raccogliere un po’ di informazioni per quello che riguarda l’installazione di pannelli fotovoltaici (ma non solo) sul territorio condominiale.

Si, perche’ fino a qualche tempo fa, la legislazione italiana non permetteva di poter installare un impianto fotovoltaico che servisse piu’ di un’utenza: si era infatti costretti a dividere il tetto condominiale tra tutti i condomini installando un piccolo impianto fotovoltaico per ciascuna utenza.

Questo portava ad uno sdoppiamento di risorse (inverter, cablaggi, installatori diversi…) e sopratutto ad una mancata ottimizzazione dell’energia prodotta.

Infatti, se la potenza generata dai pannelli supera la richiesta dell’utenza, l’energia generata viene reimmessa nel sistema, ma questa non viene piu’ pagata oro come all’inizio degli anni 2000, quindi in poche parole, non conviene piu’.

Con il One-to-many invece, si ha la possibilità di distribuire tutta l’energia prodotta tra tutti i condomini in modo molto piu’ ottimizzato. Nella teoria si dovrebbe quasi sempre riuscire ad utilizzare l’energia prodotta in loco (ovviamente dimensionando correttamente il sistema), divenendo semi-autosufficienti (almeno nelle ore soleggiate).

Quindi, veniamo al dunque: come si fa?

Beh, mi sto ancora informando: la politica e’ appena partita a riguardo e quindi sto raccogliendo un po’ di informazioni.

Il mio dovere sarà quello di arricchire questo post ad ogni nuova notizia, cercando di creare una sorta di howto.

l decreto legge Milleproroghe introduce alcune basi per la creazione di comunità rinnovabili e sistemi collettivi di autoconsumo. Le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio hanno approvato un emendamento espressamente dedicato all’autoconsumo da fonti rinnovabili.

La proposta di modifica permette ai consumatori di energia elettrica di associarsi per divenire prosumer. Queste comunità di autoconsumo devono però rispettare alcune condizioni.

 1. Devono produrre energia destinata al proprio consumo con impianti alimentati da rinnovabili di potenza complessiva non superiore a 200 kW, entrati in esercizio successivamente alla data di entrata in vigore del dl Milleproroghe.

2. Devono condividere l’energia prodotta utilizzando la rete di distribuzione esistente. L’energia condivisa è pari al minimo, in ciascun periodo orario, tra l’energia elettrica prodotta e immessa in rete dagli impianti a fonti rinnovabili e l’energia elettrica prelevata dall’insieme dei clienti finali associati;

3. L’energia deve essere condivisa per l’autoconsumo istantaneo, che può avvenire anche attraverso sistemi di accumulo. 

4.  Nel caso di comunità energetiche rinnovabili i punti di prelievo dei consumatori e i punti di immissione degli impianti di cui sono ubicati su reti elettriche di bassa tensione sottese, alla data di creazione dell’associazione, alla medesima cabina di trasformazione MT/BT;

5. Nel caso di autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente, gli stessi devono trovarsi nello stesso edificio o condominio.

La modifica al Dl Milleproroghe anticipa il recepimento di alcune norme della nuova direttiva comunitaria sulle rinnovabili, la RED II. L’atto europeo ha incluso tra i suo articoli misure specifiche per consentire alle famiglie, alle comunità e alle imprese di trasformarsi in produttori di energia pulita. Misure che offrono la possibilità agli edifici residenziali di installare un singolo sistema fotovoltaico e alimentare diversi appartamenti o ai cittadini di creare comunità energetiche locali autosufficienti.

Il Governo italiano è oggi al lavoro per adottare nella propria legislazione la direttiva comunitaria con un provvedimento ad hoc, ma il Milleproroghe permetterà di anticipare i tempi per ciò che concerne autoconsumo collettivo ed energy communities (art. 21 e 22 della RED II).

Vi lascio quindi ai link che ho trovato in rete:

https://www.repubblica.it/economia/2020/01/22/news/rinnovabili_autocosumo_fotovoltaico_milleproroghe-246382525/

https://www.forumelettrico.it/forum/one-to-many-raccogliamo-le-info-t8755.html